Il consulente sa di non sapere

Sono sempre stata dell’opinione che un educatore cinofilo, un istruttore, un medico veterinario comportamentalista, un consulente come me, al di là dell’offrire servizi di aiuto abbia anche il dovere di essere un mediatore culturale per avvicinare il pubblico a quelle che sono le esigenze taciute degli animali e sensibilizzarlo ad una convivenza più responsabile e consapevole.

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Il puntatore laser per il gatto

È da anni che la letteratura inglese ci mette in allarme riguardo all'utilizzo del puntatore laser per fare giocare il gatto. La tesi più accreditata - a quanto leggo, ancora oggi - è che sia frustrante per il gatto non terminare la sequenza predatoria, cioè non "acciuffare nulla" alla fine della rincorsa, e questo porterebbe allo sviluppo, poi, di stereotipie e comportamenti ossessivi. Molti comportamentalisti inglesi suggeriscono di far trovare al gatto del cibo o un giocattolo alla fine della sessione, in modo da lui possa ottenere una gratificazione finale, dopo tanto correre.

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Sul Capodanno, i botti e i gatti

Non ho dati né studi a sostegno di questa tesi ma la mia personale esperienza, fatta di storie e di mici incontrati negli anni, mi suggerisce che statisticamente i gatti se la passino meglio dei cani durante la notte di Capodanno. Ho, cioè, la sensazione che nei cani paure e fobie dei botti siano più ricorrenti, più diffuse e più intensamente esperite rispetto a quello che accade ai gatti. Questa differenza potrebbe essere spiegata da caratteristiche sensoriali diverse ma anche da fattori evolutivi.

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